In ginocchio da te – A night of blowjobs

Posted by on June 3, 2014 in Blog | 4 comments

Quando venivo lasciata da un fidanzato, di solito mi iscrivevo a tutti i corsi possibili ed immaginabili nella speranza di distrarmi, dimenticarlo e conoscere nuova gente: corso di Latino Americano, tango argentino, cucina e degustazione vini; corso di inglese, spagnolo e cinese perché, con la “gnu economy”, non si sa mai. Tutto questo accadeva prima che mi trasferissi a L.A e conoscessi Nuala (http://thehouseofgoddess.com): anziche’ portarmi ad una lezione di balli caraibici, la mia nuova amica trascina me ed il mio cuore infranto al The Pleasure Chest, il sexy shop piu’ famoso di L.Aper farmi scordare le pene d’amore a suon di pompini. Si’, avete capito bene, Nuala mi ha portato ad un workshop intitolato “Blowjobs and Beyond”. Avra’ voluto insinuare qualcosa sulle cause della mia rottura?  

Il parcheggio del negozio e’ stracolmo di macchine: probabilmente ad Hollywood non e’ poi così inusuale prendere parte ad una classe del genere, niente e’ scioccante nella capitale del porno. A me invece viene da sorridere immaginando che scandalo provocherebbe un corso così scabroso nel piccolo paesino dal quale provengo. Li’ il massimo della tragressione sessuale e’ rimasto il Postal Market rubato alla mamma, con la piega sulla pagina dei reggiseni. Non credete anche voi che, invece, sarebbe stato utilissimo seguirne uno qualche anno fa?!  Parliamoci fuori dai denti: fare un blowjob a regola d’arte non e’ esattamente qualcosa che ci insegnano alla scuola media Sacro Cuore nell’ora di Economia Domestica. Tutte le nozioni che possediamo, la prima volta che ci troviamo (letteralmente) faccia a faccia con “the wild animal” sono informazioni filtrate e rielaborate da amiche di amiche che l’hanno già sperimentato. Pertanto e’ assolutamente normale pensare: e adesso che sono qui sotto, che ci faccio esattamente con ‘sto coso?!

Non avevo idea di cosa aspettarmi da questo workshop (daranno una banana a ciascuna e dovremmo esercitarci in coppia?!): la lezione si tiene in una porzione del negozio delimitata da tende rosse, all’interno delle quali ci sono una cinquantina di sedie. Mi accomodo sul fondo della sala gremita di gente. Il pubblico e’ composto per la maggior parte da donne di ogni eta’, ma ci sono anche parecchi uomini e diverse coppie.

Di fronte a noi la nostra insegnante ci accoglie: “Hi, my name is Mary and I am a big cock sucker”. 
Viva la sincerita’.
Dice di aver fatto la dominatrice per 10 anni e che attualmente si occupa dell’ufficio acquisti del The Pleasure Chest: “niente entra in questo negozio senza prima passare da me. O attraverso me”. Il pubblico sghignazza, maliziosamente.

Mary e’ davvero incredibile, she’s awesome: parla di blowjob come se stesse tenendo una conferenza di astrofisica. E’ sicura di se’, confident, ovviamente non conosce nessun imbarazzo o pudore. Fin dalle prime battute rivela una simpatia disarmante: il pubblico si sbellica dalle risate, e’ come assistere ad una versione piccantissima di Zelig.

Dopo essersi presentata, Mary ci fa due importanti raccomandazioni: la prima e’ di evitare di esprimere qualsiasi critica che possa inibire gli altri partecipanti a parlare liberamente. Traduzione: se ascoltando i gusti sessuali di qualcuno ti viene da pensare: “Ammazza, quanto e’ pervertito questo/quanto e’ porca quella”, sei pregato di tenerti i commenti nella tua testolina, affinche’ si crei un’atmosfera rilassata dove ognuno si possa sentire a proprio agio e fare serenamente domande. La seconda e’ che, se si incontrasse per caso qualcuno presente al corso, e’ meglio evitare di salutarlo dicendo: “Hey ciao, ti sei divertito ieri sera al corso di pompini?”. C’e’ il rischio che l’elegante signora accanto a lui sia la madre. Discrezione, insomma.

Fatto questo preambolo, diamo fiato alle trombe, tanto per fare un gioco di parole a tema. La prima domanda che Mary ci rivolge e’: “Quali sono i nomi più comuni per indicare il pene?”. Dietro di lei una gigante e grottesca rappresentazione dell’anatomia fallica, più simile ad uno di quei cazzettini che tutti i maschi del Pianeta iniziano a scarabocchiare ovunque all’eta’ di 10 anni, che ad un’immagine scientifica. Dick, cock, pecker, peter, prick, shaft, shlong, member, willy: non li traduco in italiano non perché sia più fico ma, considerato l’argomento dissacrante, mi sembra risultino meno volgari in inglese. Per quanto mi riguarda, quanto si tratta di dare un nome alle parti intime umane, ho scelto di prendere in prestito vocaboli dal mondo vegetale: pisello per lui, patatina per lei.

Ma torniamo al corso. Mary inizia a spiegare l’anatomia del pene e come andrebbe “maneggiato”: mostra come indossare correttamente un preservativo (un URRA’ per il sesso sicuro!) e illustra le diverse posizioni di handjob (lavoro di mano, avete capito di cosa stiamo parlando…). Ma voi sapevate che il pisello si può schiacciare all’infinito in una mano (intendo dire proprio fortissimo, tantissimo, quasi stritolarlo!) senza che l’uomo provi alcun dolore? Provare per credere, come diceva qualcuno parlando di divani. Eravate a conoscenza del fatto che ci sono diversi nomi per indicare le tecniche per afferrarlo?! Io no, la solita ragazza di campagna! Sicuramente non fa diventare ciechi perche’ Mary ne deve aver visti proprio tanti! “Twisting the lemon”, “The C ring” (singolo o doppio) e “The prayer hands” (sacrilegio!): non mi soffermo sulla descrizione di ciascuna posizione, sono sicura che gli eloquenti nomi aiuteranno la vostra fervida immaginazione a ricomporre la scena.

E, finalmente, si arriva all’argomento scottante: come fare un perfetto blowjob. Per prima cosa, Mary ci chiede di elencare senza remore tutte le cause per cui un blowjob puo’ risultare un’esperienza poco piacevole. Sapore, odore, peluria, scarsa igiene, conati di vomito, idea intrinseca di sottomissione all’uomo ed il temutissimo “se mi ami, devi ingoiare il rospo”: problematiche di questo tipo vengono portate all’attenzione di Mary, senza esitazione. Cari amici maschi, sfatiamo questo mito: non e’ che noi donne ci alziamo la mattina con un’innata, inspiegabile voglia di farvi un blowjob. Non so voi, ma io preferisco cappuccio e brioche. Non avete idea dell’enorme fatica che attende una donna li’ sotto. Dolori lancinanti alla mascella, sensazione di soffocamento, crampi alla cervicale; il tutto cercando di mantenere uno sguardo languido infuocato di passione e, contemporaneamente, tentare di sopravvivere respirando con il naso. Se in inglese lo chiamano “lavoro” ci sara’ pure un motivo! (Samantha Jones docet).

Con totale disinvoultura Mary acciuffa una volontaria dal pubblico, le strizza in vita uno strap on con un bel pisello di gomma attaccato ed inizia la sua dimostrazione pratica: spiega come leccare, con tocco leggero o più deciso, come dare piacere ad un uomo in diversi modi, stuzzicando determinate aree. Con svariati movimenti, pressioni, temperature si possono provocare sensazioni potentissime e sempre nuove. 
E, anche in questo caso, un carnevale di nomi e posizioni: “the twist”, “the armonica” (le griglie dell’armonica sono metaforicamente i denti!), “the tip”… La mia mascella si schianta al suolo: ma cosa ho fatto io in tutti questi anni?! Mary, ti prego, infondimi la tue arte di dea del sesso! Arriva perfino a mostrare quello che per l’universo maschile e’ il Sacro Graal del pompino: il “Deep Throating”. La nostra bizzarra insegnante impartisce anche qualche furbo trucchetto per evitare i conati di vomito: ad esempio spruzzandosi  dello spray anestetizzante per il mal di gola… propongo il Nobel per Mary!

Il corso e’ terminato con un gioco: bisognava scrivere su un pezzo di carta una fantasia erotica, piegare il bigliettino e lanciarlo casualmente in mezzo al pubblico. Poi se ne raccoglieva uno da terra e lo si leggeva a voce alta. A me e’ capitato gang bang e, vi tranquillizzo subito, non mi sono dovuta accoppiare pubblicamente con 4 o 5 uomini presenti in classe. Lo scopo era solo quello di insegnarci ad accettare le fantasie sessuali altrui e, quando si tratta nello specifico del nostro partner, di considerare l’ipotesi di assecondarle, senza giudicare o stroncarle a priori. Parlarne con serenità. Ho voluto condividere con voi questa esperienza, non tanto per riportarvi le nozioni che ho imparato durante il corso (non avrei mai immaginato che qualcuno potesse parlare per ben 2 ore di pompini… ed in un modo così divertente!) quanto per testimoniarvi la grande libertà di espressione sessuale che si respirava durante il workshop. Gay, lesbiche, etero, bisex, tutti ascoltavano divertiti le parole di Mary, facendo domande e discutendo di un argomento che e’ solitamente considerato tabu’.  Questo atteggiamento si chiama “Sex Positivity” e sarebbe bello che anche in Italia si diffondesse come un virus, cosa ne pensate? Non fraintendetemi: non sto proponendo inserire il corso di blowjob tra l’ora di latino e quella di matematica, volevo solo testimoniare la grande apertura mentale che c’e’ qui negli US e la reale possibilità di esprimere la propria sessualità senza essere mai discriminati.

Ho fatto proprio bene a seguire i workshop al The Pleasure Chest, lo sanno tutti che sono negata a ballare! (ogni Mercoledi’ sera trattano un argomento diverso e sono gratuiti: http://www.thepleasurechest.com/pleasure-chest-workshops-la-1974-ctg.htm).

In compenso in un mese ho gia’ imparato come sculacciare qualcuno (“Spank someone Happy”), come dare piacere alla mia compagna in caso diventassi lesbica (“How to pleasure her”) e come prenderlo in quel posto serenamente (“Anal Sex Basics”), ma in questo ero gia’ un’esperta: ho lavorato in Italia per anni come free lance e potrei tenerlo io quel corso…

 

pleasure chest mosaic heart

 

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UN MONDO (BIONDO) DI GRAZIE

4 Comments

  1. Sei un fottuto genio. Ti adoro!

  2. Si ma adesso vogliamo il resoconoto anche delle altre lezioni!

  3. Anche resoconto…. -_-”

  4. Io ti amo!! ahahahahhaha lacrime agli occhi!!!

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