The banana girl

Posted by on May 31, 2014 in Blog | 6 comments

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The banana killer

Avete mai sentito quella storia che narra di due amanti che fanno l’amore, rimangono misteriosamente incastrati l’uno nell’altra e devono chiamare il pronto intervento che li “scastra” davanti a tutto il condominio con conseguente indelebile umiliazione pubblica? 
Beh, io ho sempre pensato si trattasse di una leggenda metropolitana, finchè non mi è successo il “fattaccio della banana“,  scardinando ogni mia convizione su ciò che è reale e ciò che è immaginario.
 Premetto che nella mia storia, purtroppo, non c’è nulla di erotico. O quasi.

Martedì sera dopo la palestra ho la malsana idea di fermarmi a fare benzina: mi avvio alla cassa per pagare (qui in Ammeriga alle stazioni di servizio vendono anche ogni tipo di cibo concepito dall’umanità, dal “quasi salutare” al “quasi cirrosi epatica”) ed è lì che vedo il frutto del peccato.
 Bella e genuina la banana appesa all’espositore si prospetta come la soluzione ideale per placare i morsi della fame post spinning class.
 L’afferro con la mano destra e, nello stesso istante, la tracolla della borsa che poggia sulla mia spalla sinistra scivola, faccio per racuperarla ma, con la coordinazione muscolare che mi contraddistingue, il braccio destro si alza inaspettatamente sferrando un colpo mortale nel mio occhio che riamane infilzato naturalmente dalla parte nera, dura e rugosa della malefica banana.

Da qui in avanti riporterò le parole realmente pronunciate dai protagonisti dei fatti in STAMPATELLO, scriverò invece in corsivo ciò che hanno davvero pensato ma che non hanno potuto dire per rispetto nei miei confronti. 
Perlomeno finchè non gli ho dato le spalle, concedendo loro di sfogarsi.
 Mi accingo dunque a pagare benzina e banana alla cassa con una mano all’occhio destro, piangente e dolorante.

Cassiere:”IS EVERYTHING OK?”

Francesca:”EHM NO… ACTUALLY I PUT THIS BANANA IN MY EYE”.

Cassiere:”WHY?”

Francesca:“Pezzo di idiota, secondo te l’ho fatto apposta?!” - 
”I DON’T KNOW, I ACCIDENTALLY PUT A BANANA IN MY RIGHT EYE”.

Il poveretto si prodiga per darmi i primi soccorsi: mi fa sedere, mi mette il ghiaccio sull’occhio che nel frattempo si è gonfiato come un cotechino mentre la gente in fila si gode lo spettacolo soffocando qualche risolino.
Dopo 5 minuti decido di andare a casa, passerà, mi illudo.
Passano 30 minuti ed il dolore invece peggiora: è come avere una scheggia di vetro conficcata nella cornea.

Chiamo la mia amica Marina in cerca di aiuto.

Francesca:”PRONTO MARINA, CIAO. SE PUOI NON RIDERE MA E’ IMPOSSIBILE QUINDI RIDI PURE MA SAPPI CHE MI SONO INFILATA UNA BANANA IN UN OCCHIO E CREDO DI DOVERE ANDARE AL PRONTO SOCCORSO. SOLO CHE NON VEDO UN ACCIDENTE, MI DOVRESTI ACCOMPAGNARE.”

Marina:”UNA COSA DOVE?!?!”

Ci vuole un buon quarto d’ora per persuadere Marina che non la sto prendendo in giro e che deve portarmi da un medico. S-U-B-I-T-O.

L’Emergency Room di Rozzangeles.

Quando arrivo al Pronto Soccorso ormai non vedo più niente, distinguo solo ombre confuse e sfuocate. Il dolore si è fatto insopportabile. Eppure devo compilare 5 fogli con i miei dati e apporre la mia firma sotto un elenco interminabile di clausole incomprensibili, ovviamente in inglese. 
Desidero solo che il dolore svanisca per cui scarabocchio nome e cognome senza leggere una parola, probabilmente ho comprato un’enciclopedia medica americana, la “ThreeDogs”. 
Finalmente riesco ad essere visitata da un Dottore, Marina da brava amica mi stringe la mano per darmi coraggio.

Doc:”SO.. WHAT HAPPENED?”

Francesca, imbarazzatissima: “… I PUT A BANANA IN MY EYE…”

Doc: “… SORRY?!”

Francesca: “I PUT A BANANA IN MY EYE.”

Doc: “AH. OK….A BANANA.”

E, rivolgendosi a Marina: “IS SHE YOUR PARTNER?”.

Cioe’: mentre io morivo di dolore il caro dottorino faceva illazioni sulla mia sessualità, insinuando che la banana fosse finita accidentalmente nel mio occhio durante la pratica di qualche gioco erotico poco ortodosso! 
Io purtroppo non lo potevo vedere, ma Marina si e’ fatta delle grasse risate scorgendo un misto di malizia ed incredulità negli occhi di medici ed infermiere. 
Comunque, dopo avermi dato della lesbica pervertita, mi infila due gocce anestetizzanti nell’occhiuccio malconcio diagnositcandomi un buco nella cornea. La medicina mi fa passare istantaneamente il dolore, tant’è che me ne torno a casa, congedo la povera Marina, dicendole di andare a dormire tranquilla.

Ma non e’ finita: dopo mezz’ora l’effetto dell’anestetico scema ed il dolore ritorna, piu’ forte e pungente di prima. Devo recarmi nuovamente al Pronto Soccorso, questa volta da sola. Chiamo un TAXI ed in pochi minuti sono nella sala d’attesa.
Brancolando nelle tenebre rifaccio tutta la trafila delle carte, cercando inutilmente di spiegare che sono la stessa ragazza di un’ora prima. Finalmente mi riconoscono.

Doc:”AH, YOU ARE THE BANANA GIRL!”

Chissà quante barzellette sul mio conto sono nate in quel reparto dopo che me ne sono andata la prima volta.
Vedo due infermieri che si danno di gomito, probabilmente uno avrà detto all’altro: “Cosa abbiamo stavolta signorina, una pesca nel culo?!.

“
Vi risparmio i dattagli sulle successive 15 ore di sofferenze atroci (fuori il nome di quello che mi ha fatto la Macumba!) ma vi tranquillizzo dicendovi che sto lentamente recuperando la vista e mi permetto di darvi un consiglio, citando Benigni in “Jhonny Stecchino”: “Se andate a Los Angeles non toccate le banane!”.

Piuttosto: fate l’amore e rimanete incastrati quanto vi pare!

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UN MONDO (BIONDO) DI GRAZIE

6 Comments

  1. Se non ti conoscessi non ci crederei… :-) tvb

  2. Mi sono veramente schiantato alla domanda “why?” del commesso. Amore, da oggi in poi, occhio alle banane. In senso lato pero’.

  3. Sono morta dal ridere!
    Maledetta banana!!

  4. mi sto pisciando addosso dal ridere!!! ahahahahhahahaha

  5. da quanto tempo non rido così fra’!!! ma allora confermo…..SEI PIU’ MATTA DI ME!!!!!!!

  6. Casi sei un mito :)

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