The shoeaolic

Posted by on June 4, 2014 in Blog | 1 comment

glassslipper

The shoeaolic

Ciao, mi chiamo Francesca e sono 5 mesi, 4 giorni e 7 ore che non compro un paio di scarpe.

(clap, clap, clap, applauso vigoroso delle altre Shoeaholic come me).

E, ancor piu’ incredibile, sono viva!  
Chissa’ perche’ un oggetto che dovrebbe servire per camminare si trasforma in qualcosa capace di annullare istantaneamente tutta la razionalità umana. Io, che sono sempre al verde e colleziono pazientemente i punti Fidaty dell’Esselunga per risparmiare sulla spesa, di fronte ad un paio di scarpe, mi trasformo completamente.
E’ un’inspiegabile attrazione che mi ipnotizza davanti alle vetrina: mi ritrovo ad appannare il vetro incantata dal quel sandalo meraviglioso – ahime’ – dal prezzo inaccessibile… ma si’ dai, e se usassi i soldi dell’affitto, tanto poi potrei staccarmi tutti i denti, compresi quelli del giudizio (quale giudizio?!), metterli sotto il cuscino e sperare che il topolino mi faccia rientrare di questa spesa pazza?! 
Alzi la mano chi, in un momento di follia, non ha mai comprato un paio di scarpe che giace ancora vergine in un anfratto remoto dell’armadio? O chi non ha mai nascosto un nuovo acquisto pur di evitare rimproveri dei mariti rompiscatole? 
L’ultimo mio colpo di testa risale all’acquisto di un paio di stivali alla coscia: io, una pantofolaia cronica per cui il massimo della mondanita’ e’ rappresentato dal bere un crodino al Bar del Centro, non avevo certo bisogno di un paio di cuissards da mille e una notte (semmai di una collezione di calde babbucce con gli animali, l’animalier print e’ molto in voga quest anno). Ma che ci volete fare? E’ stato amore a prima vista… e comunque potrei sempre sfoggiarli per andare all’Esselunga e sedurre il commesso del banco pesce!
Per spezzare una lancia a mio favore – e di quelle appartenenti alla mia categoria – affermo che non e’ colpa nostra, e’ un fattore genetico. Nemmeno lo scienziato più scettico potrà mai negare la presenza di un misterioso fluido magico ancestrale nelle scarpe delle donne. Il tasso di testosterone di un essere umano e’ inversamente proporzionale al numero di scarpe posseduto: il maschio ha un paio di scarpe per l’inverno ed uno per l’ estate, le femmine sembrano non averne mai abbastanza e non badano a spese; sandali, ballerine, decolletè, stivali, tacchi a spillo … devono averne di tutti i tipi, per ogni stagione. Anche le evolute tecniche di determinazione prenatale del sesso si basano sul criterio dello shopping: non si guarda se il feto presenta la famosa “terza gamba” ma se utilizza il cordone ombelicale a mo’ di foulard ed ammicca vezzosamente in camera durante l’ecografia, si puo’ star certi che sia femmina!
Quale puo’ essere una spiegazione razionale del binomio donne e scarpe? 
Forse ne siamo cosi’ attratte perche’ le scarpe ci infondono sicurezza. Inerpicate su di un tacco 12 ci sentiamo più fiduciose nell’affrontare il mondo: i tacchi ci slanciano, alzano il sedere piu’ che un’ora di step in palestra, rendono la gamba più bella e sexy e, last but not least, attirano gli sguardi dei maschietti!
 O perche’, eternamente bambine, crediamo ancora che la scarpetta giusta possa cambiarci la vita?!

Dopotutto, a quella granculo di Cenerentola e’ andata bene. (cit.)

PS. Faccio un appello a Mr.Esselunga: mi chiedevo se per caso poteste inserire un paio di Loubutin nella lista dei Premi Fidaty: ho 10.000 punti Fragola e la casa piena di lettori DVD che non posso certo abbinare a quel delizioso abito da cocktail…

1 Comment

  1. mmmmmm dunque la sottoscritta ha ormai svaligiato lo svaligiabile per quanto riguarda l oggetto SCARPA…..e concordo,una donna non ne ha mai abbastanza e se anche ne possedesse una quantità’ tipo me…da aprire un negozio in cui essere persino tutelare…beh non la ferma quel paio che mmmmcome dire hanno quel qualcosa in più’ che le altre di certo non possiedono…ma poi mi chiedo…..chi si ricorda che non lo possiedono quel particolare se le scarpe sono così tante da non essere nemmeno contabili…mah…
    non impota…alla donna non frega nulla….lei quelle scarpe le deve avere per forza…devono essere sue a costo di aprire un fido,fregarsi tutti i punti della carta AUCHAN o addirittura inscenare un finto rapimento della mamma con tanto di riscatto richiesto ma QUELLE SCARPE saranno sue……come???? semplice….unendo l utile al dilettevole…
    la prima strategia e’ quella di smettere di mangiare e risparmiare i soldi…..in un’unica soluzione si dimagrisce e si afra’ il denaro per comprare le scarpe….
    seconda soluzione…….chiedere un prestito alla propria mamma la quale ovviamente non ce lora’ mai pero’……se ci taciamo cadere qualche lacrimuccia in più’ chiesa’ che mossa a piega’ sganci il portafoglio e relivi soldi,noi adduceremo ad un regalo di natale anche se siamo a febbraio…..
    terza strategia….invocare lo stato di malattia mentale seria….la quale comporta uno shopping ossessivo_compulsivo solo per il genere “scarpa” e se non si asseconda questo bisogno si rischia grosso e per se stessi e per chi ci sta intorno…..
    calcolando il periodo di crisi e la poca generosità’ dilagante io direi che la quarta soluzione riguarderebbe un’attesa ipotetica di uno zio straricco d’America che rientra in italia e riconosce la sua dolce e cara nipote come unitissima erede e le regale le scarpe e…anche tutta la catena “hogan”…..insomma….le soluzioni tutto sommato ci sono…vanno utilizzate a seconda dei casi e degli eventi ma io rimango del parere che quella GRACULONA di cenerentola era una straraccomandata e aveva un conto in banca che noi ce lo sognano fino alla potenziale ma poco probabile vincita al superenalotto!!!!!! ciaoooo amiche amanti delle scarpe…sapete cosa diceva freud di noi??? in poche parole ci definiva “depravate” perché’ per lui le scarpe rappresentano senza alcun dubbio un simbolo fallico…quindi quella straculona di cenerentola oltre ad avere un botto di soldi aveva anche un botto di c***i???? e che cavolo….TUTTO ALE ALTRE LE FORTUNE!!!!!!!!!

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